L’espressione del vero amore


Egli non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci castiga in proporzione alle
nostre colpe
(Salmo 103: 10)

 I nostri peccati non trattengono Dio dal dimostrarci il Suo amore. Potremmo pensare che, per quanto l’amore del Signore si riveli paziente nei nostri confronti, esso sia destinato a diventare un amore velato, oscurato dal peccato. Che il peccato stesso bandisca per sempre l’uomo dalla presenza del proprio Creatore e lo privi dei benefici più immediati di quella presenza. Potremmo essere indotti altresì, a considerare, che le bellezze della natura dovrebbero fare a pugni con l’anima che non è in armonia con Dio. La terra, allora non dovrebbe produrre i fiori né frutti per i peccatori come noi. Per noi non dovrebbero spiegarsi i cieli dal blu intenso né splendidi tramonti; neppure le stelle dovrebbero impreziosire la notte. Per persone tali la dura legge del carcere sarebbe più adatta dei lussi di un palazzo. Ma non funziona così.

Per noi: “In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché per mezzo di lui vivessimo. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati”.

Ed in Cristo le infinite espressioni di bellezza e di armonia ci salutano da ogni parte. La terra è ancora piena della Sua gloria. Potremmo  anche pensare che, per quanto Dio possa essere indotto a risparmiare la natura, benché decaduta, l’uomo rappresenti un peso e una  continua fonte di dispiaceri. In tutti gli aspetti della nostra esistenza ogni espressione d’amore si traduce in un’occasione di benedizione. La gioia dei bambini, ad esempio, il loro amore e la fiducia di cui danno prova, illuminano la nostra vita, così come arricchiscono la fedeltà dell’amicizia e la devozione di una persona cara. La nostra paura potrebbe sussurrare: “Anche se Dio ci lasciasse tutte queste cose, sicuramente rimarrebbe nascosto e lontano”.

Ma Egli stesso si rivolge a noi  nella scrittura, con le Sue preziose e fedeli promesse, concedendoci i molteplici benefici del Suo Santo Spirito. Egli ci vien incontro non come giudice, ma come un Padre, compassionevole e pietoso, “Poiché se il nostro cuore ci condanna, Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa” Egli  ci accoglie alla Sua presenza in preghiera, e scende per avere comunione con noi, sempre desideroso di manifestare il Suo amore.

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